Chiesa di San Girolamo

Nella sua prima attestazione documentaria, risalente al 1565, la chiesetta di San Girolamo «de la Murta», nelle campagne tra Capoterra e Poggio dei Pini, veniva donata dall’arcivescovo di Cagliari all’eremita frate Francisco Boy, affinché potesse «condurvi vita solitaria e contemplativa».
La semplice aula mononavata con copertura lignea, però, nel suo orientamento lungo l’asse nord-sud (mentre quello liturgicamente canonico avrebbe richiesto l’altare rivolto ad est), lascerebbe presupporre una sua destinazione ad uso profano ancora più antica.
La sua trasformazione in luogo di culto può farsi risalire al periodo di trapasso tra medioevo ed età moderna, quando la spiritualità cristiana occidentale riscoprì il fascino dell’anacoretismo e quindi la complessa figura di San Girolamo, padre e dottore della Chiesa, che trascorse lunghi periodi della sua vita solitario nel deserto.
La chiesa venne eretta a canonicato nel 1629, fino a che non fu soppresso da una legge del 1867. La chiesa rapidamente rovinò e crollò e i ruderi vennero utilizzati come ovile per le pecore dei pastori della zona. Solo nel 1893 fu restaurata ad opera di privati, ai quali, per usucapione, passò anche il titolo di proprietà.

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